Aggiornato a settembre 2026. La versione originale di questo articolo si fermava al 2021, quando la piattaforma era ancora un prototipo avanzato.
Marco e Nicolò raccontano come è nata l’idea che ha trasformato due passioni in un’impresa.
Gli studi e l’evoluzione professionale
Marco, ingegnere delle telecomunicazioni, si specializza in elaborazione multimediale e lavora per oltre cinque anni in un centro di ricerca sulla grafica computerizzata. Non sa ancora che quel percorso lo sta portando esattamente dove serve: alla piattaforma di produzione e distribuzione di foto e video che svilupperà qualche anno dopo.
Nicolò, dottore in ingegneria del software, si specializza con una doppia laurea e un master europeo, muovendosi fra Bolzano, la Norvegia e Roma.
Dall’outdoor alla startup
Nel 2016 i due amici lanciano Wrapping Reality, una startup di realtà virtuale focalizzata sull’elaborazione di immagini e video. Le produzioni a 360° portano collaborazioni importanti, fra cui l’uso della tecnologia di Wrapping Reality ai Mondiali di Mountain Bike in Val di Sole.
L’idea di SHARED.MEDIA nasce lì, all’incrocio fra due cose: la passione condivisa per l’outdoor, lo snowboard e gli sport adrenalinici, e il mestiere delle riprese e del montaggio.
Ma è parlando con i clienti che emerge il problema vero. I lavori su misura non scalano, e i centri rafting, di parapendio e di skydiving con cui Marco e Nicolò dialogano dicono tutti la stessa cosa: le persone che vivono l’esperienza vogliono i propri contenuti, e non c’è modo pratico di darglieli. Non era un problema di telecamere. Era un problema di automazione.
Lo sviluppo
Nell’ottobre 2017 Marco inizia a scrivere una proposta progettuale attorno a un concetto preciso: automatizzare la produzione di contenuti multimediali. Il progetto d’impresa viene selezionato e finanziato da un bando di Trentino Sviluppo.
Nel 2018 parte lo sviluppo del prototipo; nel 2019 i primi test sul campo con centri rafting e di parapendio. Il 2020 si apre in salita per la pandemia, ma l’estate porta le prime collaborazioni strutturate sul territorio trentino — fra cui Trentino Wild e Andalo Flying Tandem, i primi partner veri.
L’analisi dei metadati e la computer vision, sviluppate anche grazie alla collaborazione con l’Università di Trento, diventano il cuore dell’algoritmo: riconoscere cosa succede dentro un video è ciò che permette di montarlo senza che nessuno lo guardi.
Da prototipo a prodotto
Quel prototipo oggi è una piattaforma in esercizio, sviluppata da Streamout SRL a Malè, in Trentino, e pensata per sei settori: hospitality, bike park, outdoor, motorsport, fotografi professionisti ed eventi sportivi.
I risultati sono documentati in casi di studio attribuiti: nel 2022 Trentino Wild ha registrato un +20% di ricavi con la vendita online post-esperienza, Pitlane il 25% di conversione all’acquisto, e nel 2024 Fiemme Holidays ha consegnato in automazione oltre 6.000 foto a più di 500 ospiti. Le storie per esteso stanno nei casi di successo.
Il problema che i centri rafting descrivevano nel 2016 — le persone vogliono i loro contenuti e non c’è modo pratico di darglieli — oggi si risolve con un QR code all’uscita. Come funziona, o vediamolo insieme sul tuo caso.